CIRCOLARE N.80 ”D.LGS 139/2015: LE NOVITA’ SUL BILANCIO DI ESERCIZIO”

La presente circolare ha lo scopo di trattare le principali novità in materia di bilancio di esercizio e consolidato di cui al Decreto legislativo n. 139 del 18 agosto 2015 che ha recepito la Direttiva 34/2013/UE.

La Direttiva 34/2013/UE ha abrogato le precedenti direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE (IV  e VII direttiva) per la parte relativa alla disciplina del bilancio d’esercizio e di quello consolidato per le società di capitali e gli altri soggetti individuati dalla legge. Nel contempo ha apportato innovazioni all’ordinamento contabile europeo, con l’obiettivo di arrivare a una vera e propria armonizzazione dei bilanci d’esercizio in Europa.

Il D.Lgs. 139/2015, ha una vasta portata ma, in particolare, provvede:

  • Ad integrare e modificare il Codice civile e il D.Lgs. 9 aprile 1991, n. 127, per allinearne le disposizioni in materia di bilancio d’esercizio e consolidato alle disposizioni della Direttiva 34/2013/UE e altri provvedimenti legislativi già esistenti;
  • Ad apportare modificazioni ad altri provvedimenti legislativi per adeguarne il contenuto alle descrizioni della Direttiva o per esigenze di coordinamento (D.Lgs. 173/1997 imprese di assicurazione, D.Lgs. 39/2010 in materia di revisione legale dei conti, D.Lgs. 38/2005 recante l’ambito di applicazione dei soggetti tenuti a redigere il bilancio su base individuale e/o consolidata secondo i principi contabili internazionali IAS/IFRS).

Le disposizioni del suddetto Decreto sono entrate in vigore il 1 gennaio 2016 (quindi a valere sui bilanci d’esercizio riferiti al periodo 1/1/2016 – 31/12/2016) e riguardano essenzialmente i bilanci delle:

  1. società per azioni;
  2. società in accomandita per azioni;
  3. società a responsabilità limitata;
  4. società di persone, solo nel caso in cui abbiano come soci illimitatamente responsabili le società: (S.p.A., S.a.p.a ., S.r.l.).

Come già anticipato nella precedente Nota operativa n.1/2016, tali novità, anche se non con effetto retroattivo, facoltativamente, hanno avuto impatto anche sulla chiusura del bilancio 2015. A tale riguardo si precisa che il bilancio 2015 andrà redatto con le regole ante D.Lgs. 139,  ma andrà poi riclassificato nel 2016 per poterlo comparare con le nuove disposizioni.

Inoltre, è da ricordare che è opportuno rivedere il piano dei conti adattandolo alle nuove esigenze dettate dalla nuova normativa e tenere conto delle nuove richieste per la Nota integrativa.

Il Decreto 139/2015, come si vedrà in seguito, ha introdotto norme del tutto nuove per la nostra prassi contabile che richiederanno l’adeguamento di alcune disposizioni tributarie,  quali ad esempio la contabilizzazione degli strumenti finanziari derivati con valutazione a fair value e la valutazione dei titoli, oppure i crediti e debiti determinati in base al costo ammortizzato.

Al riguardo, l’art. 12 del Decreto 139 al comma 3 prevede espressamente che gli aspetti tecnici delle nuove norme saranno definiti dai Principi contabili che l’Organismo Italiano di Contabilità (OIC) dovrà predisporre.

Le motivazioni della Direttiva 34/2013/UE

La Direttiva 34/2013/UE ha recepito quanto deliberato dal Consiglio Europeo del 24 e 25 marzo 2011, il quale esortava a ridurre l’onere normativo gravante sulle imprese nel suo complesso, in particolare per le PMI, sia per l’Unione comunitaria che per le singole Nazioni, e proponeva misure intese a incrementare la produttività delle imprese attraverso l’eliminazione degli oneri amministrativi e in particolare il miglioramento del quadro normativo per le PMI.

L’intento della Direttiva 34 è sinteticamente quello di una semplificazione per le imprese di minori dimensioni e di una più ampia armonizzazione con la prassi internazionale per quelle  di maggiori dimensioni.

Le novità recepite nel D.Lgs. 139/2015

Una delle principali novità della Direttiva 34/2013/UE, recepita nel Decreto 139/2015, è quella della suddivisione delle imprese, obbligate alla redazione del bilancio di esercizio, in categorie.

La suddivisione è effettuata in base a parametri che riguardano: il numero medio dei dipendenti, il totale dell’attivo dello Stato Patrimoniale, il livello dei ricavi.

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